Convegno

Le Strutture Effimere tra temporaneità e trasformazione della città

"A Napoli ,nel 1740, Ferdinando Sanfelice propone alla città qualcosa di sbalorditivo: una macchina per la festa della cuccagna di quell’anno. La festa della cuccagna era un’antica tradizione napoletana legata al culto laico dell’abbondanza e veniva celebrata con una macchina, che posta nella piazza principale della città, distribuiva viveri gratuiti a tutto il popolo.
Sanfelice propone questa grande macchina dalla forma svettante e orientaleggiante, che sembra riprodurre in verticale il gioco aperto/chiuso del porticato della piazza in cui è posizionata. "

L’architettura che per secoli è stata l’arte dell’edificare strutture solide, fisse e dall’indubbia bellezza, comincia sempre più a prestarsi a realizzazioni più effimere. Questo tipo di realizzazioni interessa direttamente l’architettura infatti numerosi e spesso importanti architetti realizzano costruzioni atte a trasformare la città, non per sempre, ma per l’occasione. La novità sta proprio in questo, nel fatto che queste strutture di scenografia urbana non siano fisse, ma si presentino fantastiche non solo per la loro bellezza, ma per la loro straordinarietà: nel senso di fuori dall’ordinario della quotidianità.
Nella realtà moderna le Strutture Effimere sono strutture organizzate in complessi insediativi ad uso temporaneo e sono spesso caratterizzate dall’allestimento di strutture leggere , facilmente trasportabili e dalla velocità di trasformazione di ampie aree urbane periferiche o marginali.
Questo modello insediativo può essere interpretato come strumento di riqualificazione del contesto dell’accoglienza e di riappropriazione dei luoghi attraverso una valorizzazione degli elementi che connotano le strutture e gli spazi contigui.
La creazione di nuovi spazi, di strutture leggere e di una rinnovata funzionalità dell’area hanno cercato un nuovo rapporto spazio urbano-utente, evidenziando la potenzialità urbano nel processo di trasformazione della città.